Olocausto e Manicomi

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28/01/2019 12:58:27
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Olocausto e Manicomi

27 gennaio 1945, ricorrenza dell'apertura dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, dove milioni di ebrei, zingari, malati psichiatrici , cittadini considerati "diversi", vennero condannati a morte, vittime dell’Olocausto. Quel 27 gennaio mostrò al mondo intero la tragedia dei campi di sterminio ideati dal regime nazista.

Il 5 novembre 2018, è stata inaugurata a Cagliaria la Mostra documentaria “Schedati, perseguitati, sterminati. Malati psichici e disabili durante il nazionalsocialismo – Malati, manicomi e psichiatri in Italia: dal ventennio fascista alla seconda guerra mondiale”.

L’esposizione, curata dalla Società Tedesca di Psichiatria, Psicosomatica e Psicoterapia (DGPPN), dalla Società Italiana di Psichiatria (SIP) e dal Network Europeo per la Psichiatria Psicodinamica (Netforpp), attraverso una cinquantina di pannelli fotografici e copie di documenti e testimonianze originali, ha illustrato gli orrori avvenuti durante il periodo nazista in Germania, con la sterilizzazione coattiva di circa 400mila persone affette da disturbi mentali e disabilità psichiche e la schedatura e la morte di circa 200mila persone ricoverate in Istituti di assistenza tedeschi, metodicamente assassinate a seguito di un programma segreto di eliminazione sistematica partito nell’autunno del 1939 su ordine di Hitler e giustificato da una presunta “inferiorità” in quanto portatrici di “difetti genetici”, noto come “operazione T4”.

La sezione dedicata all’Italia ha documentato il ruolo svolto da alcuni esponenti ufficiali della psichiatria italiana nella promulgazione delle Leggi Razziali volute da Mussolini e a sostegno delle teorie “eugenetiche”, le deportazioni verso i campi di sterminio tedeschi di tanti ricoverati, ebrei e non, dai manicomi italiani del Nord Italia occupati dai Nazisti, con la connivenza delle autorità italiane, e la morte, per mancanza di cibo, medicine e bombardamenti, di circa 30mila ricoverati negli ospedali psichiatrici italiani durante l’ultima guerra mondiale.

All'inizio del '900 l'assistenza psichiatrica in Italia era incentrata sui manicomi, molti dei quali costruiti in seguito alla legge 36/1904. Dopo il primo conflitto mondiale, i manicomi accolsero decine di migliaia di soldati traumatizzati dall'esperienza bellica.

Tra il 1926 e il 1942, il numero dei ricoverati nei manicomi aumentarono passando da 60.000 a 96.500. I disturbi mentali dei pazienti internati erano spesso legate a povertà e malnutrizione.

In base alla legge 36/1904, le persone con disturbi mentali venivano ricoverate in manicomio "quando pericolose per sé o agli altri". Negli anni trenta il Codice Rocco introdusse il principio giuridico della pericolosità sociale, che non si riferiva a reati già commessi dall'individuo ma alla probabilità che potesse commetterne in futuro.Si costituì così un circuito tra manicomi, manicomi criminali, carceri e confino volto a reprimere forme di disordine e dissenso.

Questo meccanismo colpì anche alcuni psichiatri che furono perseguitati perchè antifascisti, come Guglielmo Lippi Francesconi (1899-1944) che diresse il Manicomio di Lucca e Luigi Scabia (1868-1934), direttore del Manicomio di Volterra.

In nome delle leggi razziali molti psichiatri e operatori psichiatrici persero il lavoroe dopo l'occupazione tedesca nel 1943 alcuni di essi persero anche la vita. Giuseppe Muggia (1877-1944), direttore dell'Ospedale psichiatrico di Bergamo fu ucciso ad Auschwitz. .

La legge 1241/1939 impose alla popolazione di origine e lingua tedesca residente in Alto Adige di scegliere per il mantenimento della cittadinanza tedesca o quella italiana. Nel 1940, 299 pazienti dell'Ospedale psichiatrico di Pergine (Trento) che avevano optato per la cittadinanza tedesca, furono deportati in Germana. La maggior parte di essi fu fatta morire di fame tramite la "dieta E".

Il conflitto bellico fu una enorme tragedia per i ricoverati dei Manicomi: morirono per mancanza di cibo e di medicine, per il freddo e per il sovraffollamento, tra le 24.000 e la 30.000 persone

In molti casi i Manicomi offrirono rifugio a ebrei, antifascisti e renitenti alla leva.

Alcuni psichiatri presero parte alla Resistenza.

Dopo l'armistizio dell'8 settembre del 1943 una parte estesa del Nord Est dell'Italia fu occupata dalla Germania. In questo territorio si verificarono , tra il 1943 e la fine della guerra, ripetuti episodi di "prelevamento" dei pazienti ebrei dagli ospedali psichiatrici. Le incursioni negli ospedali di Treviso, Venezia e Trieste, avevano un comune protagonista: l'ufficiale delle SS Franz Stangl (1908-1971). Le seguenti ricostruzioni delle deportazioni degli Ospedali psichiatrici sono tratte dagli Atti del Convegno "Psichiatria e nazismo", San Servolo 1998.

Trieste  Su 39 cartelle cliniche dell'Ospedale psichiatrico alla voce "dimissine" è riportato: <<Il dì 28 marzo 1944, prelevato manu militari da una formazione delle SS, parte per destinazione ignota>>. La destinazione "ignota" era il campo di sterminio di Auschwitz.

Venezia  Il 6 ottobre del 1944 cinque degenti ebrei furono "ritirati" dall'ospedale e a San Servolo, l'11 ottobre furono prelevati sei degenti e tutti deportati nei campi di concentramento.

Treviso  Il 1 agosto del 1944 furono "ritirati" quattro pazienti segnalati come ebrei, da tempo ricoverati nell'Ospedale psichiatrico. Il direttore e il personale non contrastarono il prelevamento e ottennero una "ricevuta" per le quattro persone. Tutti i pazienti furono deportati nei campi di sterminio.

Una mostra storica, inaugurata nel gennaio 2014 nel Parlamento tedesco e ora esposta in tutto il mondo, ha ripercorso le tappe di questa persecuzione restituendo alle persone colpite quella individualità che gli autori dei crimini volevano cancellare.

E' sicuramente servita da stimolo per approfondire la conoscenza sulle atrocità del passato e riflettere sulla nostra storia recente.

Da: SCHEDATI - PERSEGUITATI - STERMINATI

e MALATI, MANICOMI E PSICHIATRI IN ITALIA

Cagliari 6 novembre/30 novembre 2018


 

28/01/2019 20:26:48
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Massimiliano Rossi

R: Olocausto e Manicomi

Grazie Adri, i tuoi post sempre benvenuti e sempre un pozzo di cultura, grazie da tutti noi