La Sinagoga di Costanza

In genere l’esploratore urbano drizza subito ‘le antenne’ quando sente parlare di una chiesa abbandonata…figuriamoci di una Sinagoga in completa decadenza! Uno scenario unico e affascinante che ho avuto modo di visitare durante il viaggio esplorativo in Romania.

Posta nella zona centrale della città, in un quartiere dove strade grigie e logore palazzine si susseguono come le note su di uno spartito cacofonico, la sinagoga si regge precaria e silenziosa in attesa che qualcuno ne varchi la soglia. Nel cortile due cani ci guardano allarmati mentre ci avviciniamo alla cancellata dai ferri piegati color ruggine: sembra di abitare un luogo fuori da qualsiasi legge, morale e immagine che noi occidentali siamo abituati a vivere quotidianamente.

Una volta entrati nel cortile non ci resta che dirigerci verso una delle cinque porte coronate dall’imponente Stella di David. Quello che ne resta della splendida sinagoga del 1911 (progettata da Adolf Linz) è presso a poco niente: dal soffitto crollato, la luce del tramonto irradia l’ampio spazio circondato da colonne celesti dai capitelli a Menorah. Il primo piano è soltanto un precario equilibrio di marce assi di legno e detriti: soltanto i piccioni ed i gabbiani posso vivere in questo luogo tanta è l’assenza di gravità. Le stesse scale per accedere al panorama sono una vorticosa elica dal colore grigio senza sostegno se non quello della magia che regna in questo luogo. Ricordo quel poco di ansia esitante nel salirle: -se vengono giù adesso…- qualche foto frettolosa scattata con un braccio intorno ad una colonna per evitare le vertigini e poi di nuovo giù, al ‘sicuro’ del piano terra, tra gli escrementi dei piccioni e i rifiuti di passati inquilini. A distanza do mesi, il ricordo mi porta di nuovo a fluttuare tra le colonne marine, le incisioni ignote e le vetrate gialle animate dalla fiamma solare di questo luogo.

Elvira Macchiavelli

 

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