L'arte di leggere e di recitare..."Poesia a forma di me"

L'arte di leggere e di recitare..."Poesia a forma di me"

 

Era primavera, forse del 2016...non sarei io se avessi certezze...e come tutte le primavere con i fiori che punteggiano prati e giardini nella nostra terra di Sardegna, si davano appuntamento nella località di Milis, solare cittadina prossima ad Oristano, vivaisti, architetti paesaggisti, appassionati di cultura del verde provenienti da tutta l'Italia e dall'estero. Primavera in giardino, meravigliosa manifestazione dal punto di vista paesaggistico ed estetico, nonchè botanico, nell’agrumeto storico dello stabilimento Pernis-Vacca, affascinante realizzazione d’inizio Novecento. Ci andai con un botanico e rimasi affascinata da tutto quel colore che ravvivava il luogo. Mostre, incontri, conferenze, laboratori animavano la giornata. Girovagando capitai in uno spazio adibito ad esposizione di libri. Ne venni attratta ma pensai fossero tutti libri di botanica. Un titolo attirò la mia attenzione. Non conoscevo l'autrice, una certa Savina Dolores Massa, libro dal titolo Mia figlia follia. Pensai...i libri non mi lasciano mai a digiuno...sarà cibo per la mia mente...Lo acquistai.

Ho una carissima amica, grande lettrice e anche scrittrice, con la quale scambio impressioni sulle letture, su autori, su nuove pubblicazioni. Le feci vedere il libro e glielo prestai per leggerlo. Anche lei ne rimase incuriosita e affascinata. Tempo dopo ci fu la presentazione di un libro dell'autrice. Ci andò ed ebbe anche modo di parlarci, di darle dei suoi scritti...Nel tempo divennere perfino amiche speciali, quelle che entrano all’improvviso nell'esistenza e la illuminano.

 

Savina si racconta così...“Si narra che io sia nata in un imprecisato giorno del secolo ‘900, in realtà certificato tra i polverosi archivi del Municipio di Oristano, città di Regine e peste. A sei anni imparai a memoria la prima poesia decifrata sopra a un libro, me la scrissi a penna sulla coscia. Fui punita. Da allora mi rifiuto di imparare qualunque cosa a memoria. Inutile per voi spulciare nei miei archivi: si brucia tutto sulla stadera della vita”.

Poco tempo fa la mia amica mi invia un messaggio nel quale mi preannuncia di uno spettacolo messo su da Savina Massa che riguardava la Salute Mentale.

...La poesia come terapia, per dare voce e curare il proprio dolore mettendolo in versi. "Poesia a forma di me"  Risposi che avrei fatto di tutto per esserci.

Il 15 maggio è andato in scena lo spettacolo nella sala Centro Servizi Culturali in ATS col Centro di Salute Mentale di Oristano. Ci sono stata o per meglio dire, ci siamo stati. E' stato un laboratorio propedeutico alla scrittura creativa e alla lettura orale.

Quando mi accade di partecipare ad eventi simili ho necessità di porre attenzioni al controllo della mia emotività. Vissuti antichi fanno riemergere sempre un forte coinvolgimento, un caleidoscopio di emozioni trova in me espressione e nel disordine della mia immaginazione viene rimodellato e dall’anarchia mentale divenuta forma tangibile di un’emozione.

 

Savina ha attivato il laboratorio di scrittura con un gruppo di persone seguite nel CSM utilizzando la poesia come forma di terapia e facendo la magia di trasformare il dolore in versi.

Borges, Neruda, Sexton, Pozzi, Rosselli, Plath, Kristof, Bukowski, Valduga e tanti altri poeti che hanno avuto esperienza del dolore del disagio mentale. Non ha volato basso.

Hanno attraversato minuziosamente le opere e la biografia degli autori ed ognuno di loro, diciannove persone, ha rielaborato più testi di ogni scrittore. Così sono nati un numero immenso di elaborati letti in maniera intensiva.

La maestria della scrittrice ha condotto gli "attori" ad una impresa di importante rilevanza: recitare le poesie davanti ad un pubblico.

Son partita dal presupposto che recitare una poesia è difficile, sia dal punto di vista del tono che dal punto di vista emozionale. La dolcezza che ho letto in tutti loro ha fatto si che ad un certo punto non avessi davanti persone che recitavano versi, avevo davant "interpreti". Recitare a mio avviso alcune volte è facile, mentre interpretare, lo si può fare solo amandola e capendola, per non perderne il vero significato.

Quei versi, quei suoni ci hanno restituito il senso e l’emozione che stava dietro ogni parola.

E' vero che la poesia rappresenta un'arte capace di regalare emozioni uniche: il significato delle parole è in grado si attraversare l'anima di coloro che le leggono e a me è accaduto che attraversassero anche la mia di anima. Savina con i suoi allievi hanno toccato la tematica della pazzia, quella pazzia, la diversità, che alberga in ogni essere umano in contrapposizione alla normalità di questa moderna società del fare. Hanno volato sulle ali della poesia, quella poesia che permette di diventare a volte immortali.

La messa in scena è stata una sapiente miscela di citazioni, poesie e testi elaborati, in un linguaggio ricercato e al contempo immediato e toccante.

                           

Poesia restituita poi con un appallotolamento dei fogli... e il lancio dei cappelli sino allora portati nella testa quasi a significare il togliersi la maschere e manifestarsi alla liberta di essere. La poesia che entra in me, mi modifica e la restituisco perchè ogniuno, ogniuno che a caso ha raccolto quei fogli, nella lettura, potesse modificarsi. Questa è la mia interpretazione. E ciò che vorrei per me stessa.       

Sono convinta che questa rappresentazione sia stata un'importante risorsa a livello di relazione e socializzazione, di benessere personale e integrazione con la comunità, data la massiva presenza di pubblico.

Ho letto e accolto con emozione le loro emozioni. Si è detto per Savina Dolores Massa...la scrittura che dà voce agli ultimi.

Di sé stessa dice...Chiunque abbia tentato di etichettare la mia scrittura si è ricreduto, soprattutto ascoltandomi parlare corpore presente. Non sono inquadrabile io, non lo è niente della mia produzione. Ho delle contraddizioni incomprensibili perfino a me stessa".

Non conoscevo ancora Savina quando sempre la mia amica mi disse che tra lei e me c'erano delle similtudini. Quel giorno l'ho osservata con interesse.

Mi è parsa subito persona capace di manifestare apertamente i propri sentimenti, sentimenti diretti e senza filtri, con la sana capacità di emozionarsi schermata da una apparente potenza e vigore.

Di lei mi porto via, oltre la bravura, l'abbraccio e la dedica nel mio libro.

 

E' stato detto che è una scrittrice eclettica, visionaria, umorale. E' una di quelle scrittrici che si sono

poste come missione quella di dar voce agli esclusi, agli emarginati, ai deboli come in Mia figlia follia  una donna considerata pazza e da tutti scacciata come una reietta.

....Raccontare è sempre teatro, e alla fine c’è un sipario che si chiude. A volte applausi, a volte no: questo mi piace molto...

Grazie Savina per l'emozione trasmessaci attraverso le persone con le quali hai lavorato. Non uso i termini Pazzia e Normalità, non sono miei termini. A volte o spesso non ne conosco i confini. Questa volta gli applausi erano più che meritati!

Auspico che la mia penna sia stata il mio cuore.     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Post spostato dal forum di Adriana Adamo

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