Urbex Play and Go.

Analizzando L'esplorazione urbana...

Il popolo italiano ha sempre manifestato la necessità di categorizzare ed etichettare ogni cosa, ogni questione. Sarà forse un mind set innato dunque, ma ogni giorno che solco le varie discussioni sul web mi alambicco per trovare un ‘posto’ anche all’esplorazione urbana. Hobby, passione, arte, fenomeno spettacolare e mediatico, sono solo alcuni dei vari indumenti di cui l’urbex si veste.  Un giorno poi, tra le ‘favelle’ dei colleghi trovo una possibile risposta: ‘secondo me è un modo per tornare bambini, per tornare a trasgredire alcune regole e liberarsi di alcune responsabilità di tutti i giorni- In una parola: riappropriarsi della libertà.

Alla fine, nel libro ‘I giochi e gli uomini’ di Roger Caillois ( sociologo francese dei primi anni ‘30) ho trovato una possibile risposta alla mia domanda: che cosa è l’esplorazione urban? Il caro Caillois suddivide l’attività di gioco in quattro categorie: esistono giochi di alea (fortuna, come i giochi di dadi), agon (i giochi agonistici), mimicry (la maschera, come i giochi di personificazione) e di ilinx (vertigine). L’esplorazione però va oltre anche all’attività manifestata dall’ ilinx: è paidia: puro istinto, improvvisazione ed estasi derivati dal puro piacere, fine a se stesso, che pervade l’esploratore.Suppongo sia stata questa forza a motivare una nota urbex a camminare in equilibrio sulle assi di un pavimento crollato.

In alcuni casi però la paidia è regolata dal calcolo e freddezza della forza ludus che (per contestualizzare) ti avverte quando stai per camminare lungo un corridoi pericolante per esempio.

L’esploratore è dunque un giocatore che una mattina si alza all’alba, fa colazione e chiudendosi la porta di casa alle spalle decide di immedesimarsi in un ruolo nuovo (mimicry), anticonvenzionale, che manifesta anche attraverso l’uso sempre più frequente di maschere e travestimenti da sfoggiare durante un’esplorazione.

Quando poi si è immersi in un bel mondo polveroso cosa accade? La perdita, la vertigine (ilinx) ‘il piacere è fatto di eccitazione, illusione, smarrimento consentito e cadute evitate all’ultimo momento, di urti smorzati’ (R. Caillois, i giochi e gli uomini pag.158). Più di una volta mi è capitato di parlare con i miei compagni e questi parevano non udirmi e non vedermi tanto erano trasportati in un mondo a parte, tanto era l’eccitamento artistico del momento. Ciò accade anche a me e lo chiamo ‘torpore esplorativo’.

Come ogni gioco di ilinx anche qui troviamo l’eccesso e a tal proposito scrive Caillois ‘ciò che era piacere diventa idea fissa; ciò che era divertimento, diventa febbre, ossessione’. Questo atteggiamento lo troviamo nei ‘cannibali dell’urbex’…ma questa sarà un’altra teorizzazione…per adesso mi limito a scrivere che l’esplorazione urbana è un bel gioco che sono felice di giocarla.

 

                                                                Elvira Macchiavelli

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