Improvvisa Esplorazione con la mente

Settembre, l’estate è oramai terminata, le ferie sembrano passate da chissà quanto tempo, come spesso accade dopo il lavoro salgo in macchina, devo raggiungere la città per sbrigare delle commissioni.

Degli operai stanno lavorando sulla strada, neanche il tempo di pensarci e mi ritrovo di fronte ad un bel semaforo rosso.

Inizio a guardarmi intorno assorta nei miei pensieri e improvvisamente qualcosa ruba la mia attenzione…di fianco a me , proprio sul ciglio della strada, in mezzo agli edifici abitati, imponente, statuaria una vecchia chiesa sconsacrata che, sotto l’ombra del cavalcavia autostradale assomiglia ad un scorcio di una vecchia cartolina sgualcita in bianco e nero.

Il tempo pare essersi fermato.

Il portone in parte arrugginito e sbarrato porta i segni  di mani di vernice  dati non molti decenni prima, sopra, in parte rovinati ma non troppo delle antiche scritte in latino, peccato non averlo studiato quando ne ho avuto la possibilità…

Le pareti tutte scrostate non lasciano molto spazio all’immaginazione, un piccolo campanile sovrasta il tetto in cima un supporto annerito che un tempo accoglieva una croce.

Il mio sguardo si sposta alla parte opposta, su un lato un’enorme saracinesca frutto di un invasivo intervento successivo, più in alto un’antenna arrugginita completano il quadro posticcio.

Cerco di pensare alle sette vite della chiesa, la immagino splendente e maestosa in una Chiavari di qualche secolo fa.

Non ci sono palazzi di troppi paini, non c’è il cavalcavia a farle ombra…è impossibile non notarla.

Il portone di un verde estremamente brillante è sovrastato da antiche scritture contornate d’oro, dal campanile due campane suonano festose, da lassù si vede pure il mare…

Una troppo piccola scaletta porta dal campanile ad un grazioso soppalco interno che si affaccia nella sala messa…

Un organo drappeggiato di velluto bordeaux fa bella mostra in un angolo e dal lato opposto una scala a chiocciola di ferro battuto con ricami di altri tempi porta alla sala messa…

Improvvisamente un rumore assordante mi riporta alla “realtà”.

Mi ritrovo in macchina, il semaforo è verde, devo andare, qualcuno mi ha giustamente destato suonando il clacson peccato però ancora pochi minuti e sarei riuscita ad esplorarla tutta…

Va beh…sarà per la prossima volta…chi lo sa…magari al ritorno becco il semaforo rosso….

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